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carlo
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Messaggio da carlo » gio 22 nov 2007, 19:50

I funghi di questa sezione del forum sono di provenienza delle piccole sugherete, una decina in tutto, presenti nel territorio brindisino.
In particolare le mie osservazioni sono state e sono tuttora concentrate su tre dei cinque boschi che attualmente costituiscono la Riserva Naturale Regionale Orientata “Boschi di Santa Teresa e dei Lucci” istituita ai sensi dell’articolo 6 della Legge Regionale del 23 dicembre 2002, n.23.
I boschi della Riserva hanno le seguenti denominazioni: Bosco dei Lucci, Bosco dei Preti, Bosco Colemi, Bosco Santa Teresa, Bosco Lu Marcu.
Tecnicamente (ed immeritatamente) denominati relitti vegetazionali, questi piccoli tesoretti giunti fino ai nostri giorni sono gli ultimi lembi di quella che un tempo era denominata Foresta Oritana tanto cara allo Stupor Mundi Federico II di Svevia.
Pur presente nella Riserva in numerosi esemplari la bellissima ed esclusiva salentina Quercus macrolepis Kotschy (quercia vallonea), quello che rende particolare la riserva è la presenza di Quercus suber L. (quercia da sughero), caso unico nell’intero bacino Adriatico.
Infatti questi boschetti costituiscono attualmente il limite orientale di espansione della quercia da sughero.


Da sempre il sughero è servito a molteplici scopi, primo fra tutti per chiudere contenitori, principalmente di liquidi. Altresì in passato costituiva materiale per la produzione calzaturiera e si sa di utilizzi finanche per le maschere del Teatro Greco.
La presenza della sughera in questa area ben delimitata oltre gli utilizzi visti precedentemente, secondo svariate ipotesi, la si attribuisce ora alla costruzione dei tipici presepi dell’artigianato barocco leccese, ora al fatto che il sughero in passato costituisse materia prima per la costruzione di galleggianti per i pescatori e trovasse largo impiego nelle marinerie.
Ma per asservire le marinerie ed i villaggi di pescatori sarebbe dovuto essere presente anche a nord del brindisino o a Taranto o altrove dove risulta invece assente…
La messa a dimora di boschi potrebbe essere coincisa con la “romanizzazione” dell’ager brundusinum: gli intensi scambi commerciali tra il Municipio Romano di Brindisi con Grecia ed intero bacino mediterraneo, necessitavano di grandissime quantità e che di conseguenza il sughero potesse essere largamente disponibile direttamente in zona per essere impiegato per la produzione di tappi (a forma di disco) per anfore vinarie, olearie, di derrate e di altra mercanzia sulle rotte di navigazione.
Non è da escludere inoltre che per le sue caratteristiche di basso peso specifico, di grande elasticità e flessibilità, di elevata impermeabilità, di basso grado di combustibilità (in passato gli incendi a bordo erano la principale minaccia), ecc., possa essere stato preferito a partire da un certo momento a paglia, corda, sabbia, come protezione delle anfore e del vasellame, insomma una sorta di foglio di polistirolo di 2000 e passa anni fa con l’aggiunta che non andava a fuoco…



I tre boschetti in questione sono tutti al di sotto dei 50 metri s.l.m. e la piovosità media difficilmente raggiunge i 600 mm/annui. La dimensione complessiva è intorno ai 70 ettari e se pur vicini tra loro (circa 5 Km la distanza massima), mostrano delle differenze vegetazionali che li rendono ancor più belli ed interessanti.
Così abbiamo ad esempio una massiccia presenza di Erica arborea presso il bosco preti, Quercus macrolepis in Bosco Colemi, Quercus morisii Borzì dalla caratteristica corteccia grigio-biancastra in Bosco Lucci. Sempre in quest’ultimo è evidenziata la presenza di un particolare albero, nato sughera poi sviluppatosi leccio: alla base della pianta si può notare il rivestimento di sughero.
Riassumendo abbiamo uno strato arboreo formato in massima parte da Quercus suber L. ed in misura meno densa da Quercus ilex L. (leccio) e Quercus pubescens Willd s.l. (roverella). Quercus macrolepis Kotschy (vallonea), Quercus troiana Webb. (Fragno, quercia di Macedonia).
Pistacia lentiscus L. (lentisco), Phillirea latifoglia L. e Phillirea angustifolia L. (ilatro a foglia larga ed ilatro sottile), Erica arborea L., Arbutus unedo L. (corbezzolo) Crataegus monogyna Jacq.(biancospino) assumendo talvolta portamento da alberello, formano lo strato arbustivo immediatamente inferiore insieme a Calicotome villosa L. (sparzio), Rhamnus alaternus L. (alaterno).
Nello strato ancora più basso troviamo Ruscus aculeatus L. (pungitopo), Smilax aspera L. (salsapariglia nostrana), Asparagus acutifolius L. (asparago), Hedera elix L. (edera), Cistus monspeliensis L. (cisto femmina) Cistus salvifolius L.(cisto maschio), Cistus creticus L. Arum italicum Mill.( gigaro), numerose orchidee spontanee, ecc.
Altre presenze arboree più rarefatte o anche accidentali presenti qua e la sono: Pinus pinea L.(pino da frutto), Pinus halepensis Miller (pino d’Aleppo anche se pare che per la maggior parte delle piante potrebbe trattarsi di Pinus bruttia), Eucalyptus camaldulensis Dehnh.(eucalipto rostrato), Ulmus minor Miller (olmo campestre), Populus nigra L. (pioppo nero, pioppo italico) Robinia pseudoacacia L. (robinia).
Questi boschetti sono ricchi di flora fungina e grazie al clima favorevole ed inverni tutto sommato abbastanza miti, ci regalano stagioni lunghissime anche di dieci mesi l’anno, finendo con l’essere delle eccezionali palestre per quanti si dedicano allo studio dei funghi.
Tuttavia se le piogge non tradiscono, le massime fuoriuscite si concentrano nei mesi di ottobre, novembre e dicembre. In questi mesi i boschi appaiono particolarmente ricchi non soltanto per varietà di specie ma anche come abbondanza, tanto che diviene difficile muovere passi senza rischiare di calpestare funghi.


Una Grande Persona.
Fin da ragazzino ho frequentato assiduamente Bosco dei Lucci alla quale sono particolarmente legato da tantissimi ricordi. Ma desidero dirvi e ricordare di una grande persona che la scorsa estate all’improvviso ha lasciato un grande vuoto tra i suoi cari e tutti noi che frequentiamo Bosco dei Lucci, la proprietaria Architetto Francesca Adorni che amava immensamente il bosco.
Noi tutti abbiamo un grande impegno nei confronti di Francesca: dobbiamo riuscire a voler sempre più bene al bosco per far si che il suo lavoro, i suoi sforzi, la sua grande passione e l’amore, ci siano sempre in mente affinchè consegniamo intatto questo magnifico gioiello a quanti ci seguiranno. Ciao Francesca.
Ultima modifica di carlo il ven 23 nov 2007, 18:11, modificato 4 volte in totale.

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Messaggio da carlo » gio 22 nov 2007, 20:01

Bosco dei Lucci
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Messaggio da carlo » gio 22 nov 2007, 20:01

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Messaggio da carlo » gio 22 nov 2007, 20:02

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Messaggio da carlo » gio 22 nov 2007, 20:03

Quercus morisii nel Bosco dei Lucci
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Messaggio da carlo » gio 22 nov 2007, 20:04

Leccio con sughero alla base nel Bosco dei Lucci
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Messaggio da carlo » gio 22 nov 2007, 20:05

Bosco dei Preti
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Messaggio da carlo » gio 22 nov 2007, 20:06

Tanta Erica e Corbezzoli
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Messaggio da carlo » gio 22 nov 2007, 20:07

Bosco Colemi
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Messaggio da carlo » gio 22 nov 2007, 20:07

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Messaggio da carlo » gio 22 nov 2007, 20:08

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Messaggio da carlo » gio 22 nov 2007, 20:09

Oltre le Vallonee presenti nel Bosco, nei pressi della Masseria vi è un gruppo di 24 alberi.
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Re: INTRODUZIONE

Messaggio da evelina » ven 23 ott 2009, 13:06

Caro Carlo le vostre immagini sono fantastiche!!!!!
Ma ti chiedo una cosa, semprè che sia possibile, perchè non inserite delle immagini di funghi che si trovano solo nelle vostre zone, esempio:le varie specie di P.eryngii,( cardoncelli) L, tesquorum, A. muscaria con volva e verruche gialle e altre specie che crescono sotto la quercia da sughero, ec......... Grazie e scusa se la mia richiesta è assurda, ma per noi nordisti sarebbe una cosa molto valida. Io ci spero.Ciao Evelina.

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