Quel che passa... in faggeta..

Escursioni micologiche: descrizione dei funghi ritrovati.
gambr
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Re: Quel che passa... in faggeta..

Messaggio da gambr » lun 27 lug 2015, 22:59

mykol ha scritto:io, come linea di principio (al di la dell'attendibilità degli autori e della serietà del loro modo di procedere ed operare) vado con i piedi di piombo.
Nella mia ormai lunga vita micologica ho visto troppe volte nomi cambiati e ricambiati a tamburo battente, quindi aspetto con pazienza di vedere cosa succederà in futuro di queste entità e nomi creati a getto continuo in questi ultimi tempi.
Quoto in toto!

Gianni

micotom
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Re: Quel che passa... in faggeta..

Messaggio da micotom » lun 27 lug 2015, 23:50

La cosa diversa che mentre prima erano un unico genere ora son divisi non da normali analisi Micro soltanto ma da studi molecolari cosa che a mio modo di vedere non si può non farci caso.
certamente non si può prevedere cosa sarà il futuro ma di certo il presente è Suillellus, Neoboletus, Rubroboletus ecc..
non vedo perché continuare a chiamarli col vecchio nome.

D'altronde già ci siam abituati a questo per fare un es. Da Collybia a Gimnopus.

Se non altro c'è più chiarezza sulle specie di luridiformis, junquilleus e le ex var. di erythropus e queletii.

micotom
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Re: Quel che passa... in faggeta..

Messaggio da micotom » mar 28 lug 2015, 0:09

dati78 ha scritto:ciao a tutti, sono d'accordo nell'affiancare il nome vecchio a quello nuovo, se non altro chi non ha modo di seguire assiduamente gli aggiornamenti può imparare dalle vostre descrizioni.
Una cosa mi incuriosisce nella foto del neoboletus luridiformis o erythropus si possono notare i pori gialli, nella foto sotto appaiono i pori rossi tipici della specie, mi chiedo come mai nel primo esemplare risalti questa diversità, a meno chè non appartenga ad una sottospecie, come elencato da Micotom.
Non che io studia il
Molecolare :) al max leggo qualche articoletto ma come già detto basta guardare su index fungorum per gli aggiornamenti.

Per il fungo a pori gialli saprai che anche l erythropus come tutti quelli a pori rossi non nascono con tale colore ma prima giallastri poi arancio ed infine rossastri.
semplicemente la diversità tra i due esemplari sta nella diversa fase di maturazione.
se noti cmq anche nel primo caso a partire dai pori vicino al gambo si nota la fase di invio all'arancione.

A parte questo, il cappello camosciato bruno tipico, gambo puntinato rossastro e alla sezione bluastro al sottoscritto non da alcun dubbio.

pinuccio
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Re: Quel che passa... in faggeta..

Messaggio da pinuccio » mar 28 lug 2015, 11:14

quel Polyporus potrebbe essere squamosus?
il margine mi sembra liscio, e la taglia piuttosto grande

Stagioni Gigi
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Re: Quel che passa... in faggeta..

Messaggio da Stagioni Gigi » mar 28 lug 2015, 17:00

non mi stancherò mai di ripeterlo ,dal basso della mia ignoranza, ma quando smetteremo di fare dei trinomi: genere specie autore, e useremo dei binomi vedrete che non cambierà più un nome per un bel pò. scusate l'intrusione Il fatto che il problema sia già sentito da tempo ce lo dimostra questa osservazione di O.G. Costa tratta da “Fauna del Regno di Napoli” 1836 (genere Helis pag. 7), riportata in un lavoro del 1974 di Fernando Ghisotti, famoso malacologo (studioso di conchiglie):
“Qual meraviglia fia dunque se uomini iniziati appena ne’ misteri della natura, smaniosi di comparir sagacissimi e laboriosi indagatori delle sue dovizie, ci esibiscono come specie distinte spoglie variate soltanto per gradi piccolissimi di rughe di tinte o di macchie, se già sussistono grandissimi esempi di siffatta maniera di risguardare le produzioni naturali di tutte le classi !”


Conchiglie piante o funghi che siano, il discorso è analogo. Ma se questo irrefrenabile desiderio di affiancare il proprio nome a quello di nuove specie era diffuso già da secoli fra gli autori, figuriamoci cosa può avvenire ai giorni nostri, adesso che questi hanno a disposizione tanta tecnologia. E proprio la tecnologia moderna costituisce un ottimo alibi per rimettere tutto in discussione, togliere una “vecchia” bandierina e piantare la propria.

micotom
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Re: Quel che passa... in faggeta..

Messaggio da micotom » mar 28 lug 2015, 18:51

pinuccio ha scritto:quel Polyporus potrebbe essere squamosus?
il margine mi sembra liscio, e la taglia piuttosto grande
Ciao Pino io il squamosus nel faggio mai visto, magari se hai testimonianze tali sarei curioso di vederle..
il bordo cigliato poi è un carattere che forse è presente da giovane e fresco e non un clima secco da un mese circa dove il margine peloso si riduce allo zero.

cmq questi di grandezza non superavano i 10cm di diametro, il squamosus arriva fino oltre i 50cm.
altre differenze , la squamosita piu grande e brunastro scura in squamosus, ed il gambo che annerisce dal tomento basale,cosa che qui non c'era in alcun esemplare.

tuberaster tipico delle ceppaie di faggio, il squamosus di alberi piu igrofili, pioppi, aceri, tigli, olmi ecc..

questo è un squamosus oltre i 25 cm di diametro su pioppo nero, come puoi notare le squame sono a placche piu grandi e piu scure. :bye: :bye:
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Re: Quel che passa... in faggeta..

Messaggio da micotom » mar 28 lug 2015, 19:03

ora vorrei dire che è ok se si vuol aggiungere l'ex nome corrente di un genere e specie, ma certo non mi sembra questo il topic dove discutere delle nomenclature.

ognuno secondo me è libero di chiamare un fungo come vuole, a questo punto vale anche chiamare un cibarius galletto..

io credo che bisogna fidarsi delle suddivisioni che il molecolare sta facendo dai vari generi... ma questo è un mio pensiero su un mio topic di funghi nella mia escursione.

se poi volete chiamare un fungo come il primo studioso gli diede il nome nel 1800-1900 è un affare vostro.

ripeto; di casini tra var. e fome e di funghi che da una specie son scappate due o piu , per poi rimanere sempre nella confusione o nella propria convinzione individuale ce n'erano a iosa anche prima, secondo me il molecolare almeno sui boleti sta facendo parecchia chiarezza... non vedo perchè non abituarsi a questo quando prima erano solo analisi micro di vari studiosi che davano ognuno un nome alla stessa specie che finivano nel casotto generale tra i sinonimi se andava bene oppure si rimaneva nella grande babilonia.
io spero che il molecolare prosegua e dia chiarezza a tutti i generi e specie.

liberi dipensare come volete, io ho una mia linea da seguire al passo con i studi recenti... non di anni e anni fa.
amen. :) :bye:

pinuccio
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Re: Quel che passa... in faggeta..

Messaggio da pinuccio » mer 29 lug 2015, 15:04

micotom ha scritto:
pinuccio ha scritto:quel Polyporus potrebbe essere squamosus?
il margine mi sembra liscio, e la taglia piuttosto grande
Ciao Pino io il squamosus nel faggio mai visto, magari se hai testimonianze tali sarei curioso di vederle..
il bordo cigliato poi è un carattere che forse è presente da giovane e fresco e non un clima secco da un mese circa dove il margine peloso si riduce allo zero.
cmq questi di grandezza non superavano i 10cm di diametro, il squamosus arriva fino oltre i 50cm.
altre differenze , la squamosita piu grande e brunastro scura in squamosus, ed il gambo che annerisce dal tomento basale,cosa che qui non c'era in alcun esemplare.

tuberaster tipico delle ceppaie di faggio, il squamosus di alberi piu igrofili, pioppi, aceri, tigli, olmi ecc..

questo è un squamosus oltre i 25 cm di diametro su pioppo nero, come puoi notare le squame sono a placche piu grandi e piu scure. :bye: :bye:
ciao a tutti
allego foto di uno squamosus, da me determinato, su faggio in quel di Campotosto;
per la determinazione si fa riferimento ad autori, come dire, accreditati, e le differenze tra queste due specie non sono poi così eclatanti, se non per la taglia, l'habitat ed la cigliatura di margine e dissepimenti;
anche la microscopia non mi pare aiutare molto;
sembrano quasi due specie vicarianti, due specie molto vicine che si sono indirizzate verso habitat diversi e quindi una specie più lussureggiante l'altra più striminzita;geneticamente sono distinte ma su questo mi piacerebbe capire meglio;
l'analisi molecolare confronta un pezzetto molto molto piccolo di due o più esemplari, e poi intervengono i software a rilevarne le distanze; piò o meno così ho capito io;
cosa significhino queste differenze mi sembra ancora poco chiaro, il discorso magari andrebbe postato altrove
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Re: Quel che passa... in faggeta..

Messaggio da micotom » mer 29 lug 2015, 15:06

il tuo Pino per me è un tipico tuberaster . :bye:

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Re: Quel che passa... in faggeta..

Messaggio da pinuccio » mer 29 lug 2015, 18:56

questa è una raccolta che Dino, qualche anno fa, aveva postato su FeM e identificata come squamosus, sempre in quel di Campotosto e sempre su faggio; le dimensioni in questo caso erano sui 20 cm mentre in quello da me postato erano sui 15 cm;
sul forum ci sono diversi esperti del campo ...
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Re: Quel che passa... in faggeta..

Messaggio da micotom » mer 29 lug 2015, 21:00

difficile stabilire da queste foto.
l'habitat certo non è unico per entrambi, ma nel faggio cresce meglio il tuberaster, che ha squame piu chiare e piu fitte, mentre il squamosus che conosco le ha piu grandi e bruno scure, disposte concentricamente.
il gambo del squamosus dalla base ha un tomento nerastro che non ha il tuberaster, sempre se in evidenza.

ora in questi di Dino vedo una squamatura grossolana solo al centro poi man mano , fitte e piccole fino al margine.
nel dubbio io preferisco sempre tuberaster ma non escludo possa essere un squamosus.
le dimensioni devono essere misurate. :)

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Re: Quel che passa... in faggeta..

Messaggio da Agaricus » gio 30 lug 2015, 0:00

ciao a tutti,
intervengo solo per dire che Polyporus squamosus cresce anche su faggio, allego una dia-scann di qualche anno fa, ritrovamento effettuato nella faggeta di campo di Giove durante un Convegno del GEMA, gli esemplari mensoliformi misuravano oltre i 25 cm
un salutone,
Ennio.
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Re: Quel che passa... in faggeta..

Messaggio da micotom » gio 30 lug 2015, 11:20

Ciao Ennio, concordo che possono crescere su svariate latifoglie entrambi, anch'io ho trovato il squamosus su faggio o in bosco di faggio, poi però non ricordo se era un faggio o ciliegio selvatico o un acero di monte.
se crescono nei ceppi è difficile suddividere il faggio da un acero di monte visto il tronco liscio e grigiastro per entrambi ed il squamosus lo si trova spesso anche su Acer.

quello che dico che nel faggio lo trovai una volta solo mentre il tuberaster non ricordo piu quanti :D

questo è altro ritrovamento di squamosus, nel presunto faggio ...in faggeta :)
anche qui al macro vedo squamatura piu rada a placche piu grandi e bruno scure, disposte concentricamente, cosa che in tuberaster, mai viste per la densità piu fitta delle squame e piu ocracee.
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Re: Quel che passa... in faggeta..

Messaggio da mykol » gio 30 lug 2015, 14:36

sovente i boleti a pori rossi possono presentare in alcune parti dell'imenio e/o in alcuni stadi di sviluppo pori gialli praticamente senza traccia di rosso. Ad esempio, Boletus pulchrotinctus può avere pori completamente gialli od, in tutto od in parte, arancio-rossi.

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Re: Quel che passa... in faggeta..

Messaggio da pinuccio » gio 30 lug 2015, 15:09

questo è altro ritrovamento di squamosus, nel presunto faggio ...in faggeta :)
anche qui al macro vedo squamatura piu rada a placche piu grandi e bruno scure, disposte concentricamente, cosa che in tuberaster, mai viste per la densità piu fitta delle squame e piu ocracee.[/quote]

la mia discussione è sempre con l'intento di conoscere meglio e quindi mi piacerebbe conoscere l'esperienza e l'opinione anche di altri in merito;
le squame grossolane rade e brune non mi sembrano un carattere distintivo in queste specie (neppure la Bernicchia li considera tali); credo siano solo un aspetto di grandezza, di proporzione

allego foto di tuberaster, raccolto in habitat igrofilo, un anno fa in quel di Morlupo, in cui le squame mi sembrano ugualmente rade grossolane e brune
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Re: Quel che passa... in faggeta..

Messaggio da micotom » gio 30 lug 2015, 17:49

scusa Pino dove le vedi le squame bruno scure in netto contrasto colo colore di fondo e altrettanto allargate se non solo al centro???
se vedi le squamature nei miei e in quello di Ennio ci son evidenti differenze.
cmq lungi da me dare mie convinzioni su foto altrui, io son piu certo dei miei di ritrovamenti.
Pino se vuoi basarti su quello che propongono altri da una foto per colmare i tuoi dubbi c'è la sezione apposta :)
lo trovo ormai inutile proseguire in questo topic di uscita a rimblazarci le opinioni :bye:

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Re: Quel che passa... in faggeta..

Messaggio da mykol » mar 11 ago 2015, 0:33

Conchiglie piante o funghi che siano, il discorso è analogo. Ma se questo irrefrenabile desiderio di affiancare il proprio nome a quello di nuove specie era diffuso già da secoli fra gli autori, figuriamoci cosa può avvenire ai giorni nostri, adesso che questi hanno a disposizione tanta tecnologia. E proprio la tecnologia moderna costituisce un ottimo alibi per rimettere tutto in discussione, togliere una “vecchia” bandierina e piantare la propria.
Più che d'accordo !

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