Battarrea phalloides

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Giovanni
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Battarrea phalloides

Messaggio da Giovanni » sab 15 mar 2008, 10:07

Current Name:
Battarrea phalloides (Dicks.) Pers., Syn. meth. fung. (Göttingen) 1: xiv, 129 (1801)

Synonymy:
Lycoperdon phalloides Dicks., Fasc. pl. crypt. brit. (London) 1: 24 (1785)
Allegati
Battarraea phalloides1.jpg

Artù
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Messaggio da Artù » dom 16 mar 2008, 9:34

Ogni volta che la vedo è sempre "bellissima" :)
Complimenti Giovanni :applause:

Stinkhorn
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Messaggio da Stinkhorn » dom 16 mar 2008, 12:05

Mi accodo ai complimenti, e, sperando di fare cosa gradita incollo alcune cosette che avevo creato per altro forum! :)

Qualora si ritenesse che in questo contesto il mio intervento sia OT, oppure sia superato da studi più recenti, cancellate pure senza problemi! ;)

Battarraea phalloides (Dicks. ex Persoon) Persoon

Tassonomia
Divisione Basidiomycota
Sottodivisione Agaricomycotina
Classe Agaricomycetes
Sottoclasse Agaricomycetidae
Ordine Tulostomatales
Famiglia Battarraeaceae

Sinonimi
Lycoperdon phalloides Dicks.
Battarraea guicciardiniana Cesati
Battarraea stevenii (Libosch.) Fries

Note alla tasonomia
La tassonomia sopra riportata, tiene conto degli ultimi sviluppi sulla filogenesi dei Basidiomiceti.
Per quanto concerne la famiglia Battarreaceae, in attesa di ulteriori studi, personalmente sposo il concetto proposto da Pegler et Al. (1995) che la vuole separata da Tulostomataceae per il differente tipo di deiscenza del capitulo.
Più difficile è attualmente esprimersi in merito alla sinonimia con B. stevenii, in quanto non unanimemente accettata dai micologi di settore. Le discordanze sarebbero basate principalmente sulla grandezza dei basidiomi e sulla presenza dello strato gelatinoso dell’esoperidio, che in B. stevenii sarebbe del tutto assente anche allo stadio di primordio. Benché recentemente due micologi cinesi abbiano pubblicato uno studio dove ritengono le due specie separate (The Genus Battarrea in China; LIU Hong e FAN Li - Acta Botanica Yunnanica 2006 , 28 (1) : 19-21), le motivazioni addotte da Sarasini (2005) appaiono convincenti e pertanto in attesa di ulteriori studi genetici, accetto tale sinonimia.


Etimologia
Il Genere è stato dedicato da Persoon al micologo italiano Battarra Giovanni Antonio (1714-1789).
La specie deriva dal latino Phallus che significa fallo (pene) e dal greco eidos che significa sembianza; pertanto, a forma di fallo, per il suo evidente habitus falliforme.

Basidioma
Inizialmente di forma ovoidale di 3-4 cm di diametro, biancastro, poi aprentesi nella parte alta dalla cui spaccatura fuoriesce una struttura formata da un capitulo semisferico sorretto da un lungo gambo.

Capitulo
Il capitulo varia a seconda dello stadio di crescita in cui viene effettuata la raccolta.
All’inizio è di forma tendenzialmente semisferica appiattita, con un diametro che, nelle forme lussureggianti, può superare anche i 7 cm. In questo stadio manifesta una colorazione biancastra dovuta alla presenza dell’endoperidio. Questi infatti a piena maturità mostra una tipica deiscenza per scissione circolare in corrispondenza del punto di massima circonferenza del capitulo; deiscenza che porta quindi all’inevitabile liberazione della parte superiore dell’endoperidio sottoforma di una coppetta ed alla conseguente esposizione all’aria della gleba matura. In quest’ultimo stadio il capitulo si presenterà quindi come una massa polverosa più o meno consistente sorretta dalla parte discoide inferiore dell’endoperidio rimasta attaccata alla zona apicale del gambo.

Gambo
Lungo fino a 40 cm (ed oltre in taluni casi), si presenta leggermente rastremato sia in alto che in basso, di colore bruno più o meno intenso ed aspetto fibroso, legnoso, squamoso con squame filiformi arricciate; cavo all’interno.

Volva
Biancastra, carnosa ed internamente in parte gelatinosa, conico-ovale rovesciata, molto interrata.

Gleba
A maturità di color bruno ruggine e consistenza polverosa.

Habitat
Si tratta di una specie cosmopolita legata a climi caldi. Fruttifica dalla primavera all’autunno in luoghi sabbiosi ed asciutti, aridi. In letteratura viene spesso segnalato in associazione a varie essenze tra le quali troviamo Fraxinus, Taxus, Pinus, ecc.

Commestibilità
Da ritenersi non commestibile poiché assolutamente privo di alcun valore alimentare.

Osservazioni
E’ una specie legata a climi caldo aridi, la cui determinazione appare agevole per l’insieme di caratteri pressoché unici che la contraddistinguono. L’habitus generale e la particolare deiscenza dell’endoperidio non hanno infatti eguali sul nostro territorio e all’estero.

Somiglianze
Per quanto concerne Battarraea stevenii (Libosch.) Fries, si rimanda alla lettura del capitolo Note Tassonomiche sopra riportato.
Benché appaia poco probabile la confusione di B. phalloides con altre specie reperibili sul nostro territorio, si ritiene comunque opportuno riportare di seguito i taxa più vicini per portamento ed aspetto generale al fine di ampliare anche la conoscenza di specie esotiche poco conosciute in Italia.
Battarreoides diguetii (Patuillard e Hariot) Heim e Herrera (= Battarreoides potosinus Herrera) è il taxon più simile per morfocromatismi, portamento ed aspetto; si distingue agevolmente per la differente deiscenza del capitulo, costituita dalla formazione di numerose piccole aperture circolari. Specie mai trovata in Europa, secondo Cunningham (1944) sarebbe confinata al continente americano, ma Bottomley (1948) e Coetzee & Eicker (1994) ne riportano la crescita anche in Sud Africa.
Dictyocephalos attenuatus (Peck) Long & Plunkett (= Battarrea attenuata Peck) è specie esotica, ed in Europa reperita solo in Spagna. Presenta basidiomi muniti di volva basale, stipite e capitulo. Le caratteristiche salienti di questa specie sono: basidiomi decisamente massicci che possono raggiungere i 40 cm d’altezza con uno stipite dal diametro fino a 8 cm; peridio non continuo con la superficie dello stipite; parte alta dello stipite, svasata, discoide; deiscenza per irregolare lacerazione del peridio e conseguente totale esposizione della gleba, che rimane sorretta dal disco apicale del gambo.
Phellorinia herculanea (Pallas ex Persoon) Kreisel emend. Demoulin, è specie simile alla precedente, ma, sebbene sia molto rara, è comunque stata censita per l’Italia. Il taxon è principalmente contraddistinto da: aspetto claviforme; peridio dissociato il placche-squame a volte imbricate; peridio continuo con la superficie dello stipite; deiscenza per aperture irregolari che causano la parziale esposizione della gleba.
Queletia mirabilis Fries è una rarissima specie (in Italia una stazione conosciuta) facilmente distinguibile per uno stipite bianco e verticalmente sfilacciato e con un capitulo laceratesi e disgregatesi gradualmente.
Schizostoma laceratum (Ehrenb. Ex Fries) Lèv., simile al taxon precedente, se ne distinguerebbe macroscopicamente per una deiscenza rappresentata da uno stoma iniziale per poi lacerarsi radialmente formando del lobi a stella.
Infine citiamo i Generi Chlamydopus e Tulostoma. Il primo è Genere esotico non presente nell’Unione Europea, rappresentato dalla sola specie Chlamydopus meyenianus che è contraddistinta da basidiomi con piccola volva basale, gambo striato, capitulo sferico con endoperidio continuo alla superficie dello stipite. Il secondo è presente in Italia con numerose specie, ma di grandezza e forma decisamente differente, e difficilmente confondibile con Battarraea.

Carbone Matteo

:bye: Matte

Giovanni
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Messaggio da Giovanni » dom 16 mar 2008, 17:03

Intervento graditissimo.
Grazie
Ciao-Giovanni

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Re: Battarrea phalloides

Messaggio da evelina » sab 21 nov 2009, 14:43

Ciao sono Evelina, associata al Gruppo Micologico di Vicenza.
Alcuni anni fà, abbiamo avuto la fortuna di vedere e toccare Battarrea phalloides: trovata a Marana nel Trentino da alcuni soci che si erano la recati per raccoglire campioni per la Mostra.
Era vicino residui legnosi, vari scarti di una segheria.
Ciao Evelina

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Re: Battarrea phalloides

Messaggio da evelina » dom 22 nov 2009, 17:32

Nel mio precedente intervento ho dimenticato di segnalare la quantita impresionante di spore che questo raro almeno per noi Veneti, la loro forma quasi sferica con ornamentazioni echinulate, disposte a raggiera e la caratteristica forma a spirale degli elateri.
La sua altezza era di 27,5 cm.
un caro saluto a tutti, Evelina

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Re: Battarrea phalloides

Messaggio da evelina » lun 23 nov 2009, 15:22

Puoi leggere la descrizione fatta sul nostro Bollettino anno 2002

Ciao Evelina

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